Sondaggio sulle identità culturali nell'educazione - Risultati

Foto: Sharon McCutcheon / Unsplash.com

Il sondaggio, svoltosi nell'estate del 2021, ha rivelato che le strategie migliori per promuovere l'identità culturale degli studenti includono la collaborazione internazionale tramite eTwinning ed Erasmus+, il potenziamento delle pratiche didattiche che includono contenuti multiculturali e lo sviluppo professionale degli insegnanti.

Il multilinguismo, l'interculturalità, la cittadinanza, l'appartenenza e l'inclusione sono elementi forti nell'educazione scolastica e sono collegati all'identità culturale. Celebrare le diverse tradizioni e la gamma di lingue parlate a scuola può essere un esempio indicativo dell'atteggiamento di una scuola nei confronti dell'identità culturale.

Le identità culturali possono essere definite come "il senso personale e collettivo di appartenenza o di appartenenza a gruppi particolari che condividono una differenza comune e/o pratiche condivise con altri gruppi o raggruppamenti identificabili". (Urrieta, 2018, p. 19). Sono costruite e sostenute attraverso le tradizioni, il patrimonio, la lingua, l'estetica, le norme e i costumi (Offorma, 2016). Il Quadro europeo di riferimento per le competenze chiave dell’apprendimento permanente evidenzia gli aspetti delle identità culturali come la nazionalità, l'etnia, la razza, il genere e la religione nella consapevolezza culturale e nella competenza di espressione, così come nella cittadinanza e nella competenza multilingue. Inoltre, i sondaggi indicano un'associazione tra l'identità e il senso di appartenenza da un lato, e il miglioramento del benessere e del rendimento accademico dall'altro. Ma fino a che punto le scuole promuovono le identità culturali degli studenti? Le origini culturali ed etniche sono riconosciute e celebrate?

Il sondaggio aveva l’obiettivo di valutare le prospettive dei partecipanti su diversi aspetti legati all’identità culturale. Il sondaggio è stato pubblicato su School Education Gateway dal 20 luglio al 10 ottobre 2021 e ha visto il contributo di 197 partecipanti provenienti da 29 paesi, l'82% dei quali insegnanti o dirigenti scolastici.


1. In che misura ritieni che i curricula nel tuo paese siano sufficientemente diversificati dal punto di vista culturale (per esempio, facendo riferimenti ad altre culture)?

Graph 1

L’81% dei partecipanti ritiene che il suo curricolo nazionale sia poco o mediamente diversificato dal punto di vista culturale, il 9% sostiene che sia invece molto o estremamente diversificato. Circa un partecipante su dieci ha risposto che il curricolo non è per niente diversificato.

2. Con quale frequenza le attività (per esempio, le celebrazioni scolastiche) nella tua scuola o in una scuola che conosci integrano o celebrano elementi di altre culture?

Graph 2

Per quanto riguarda le attività scolastiche (ad esempio feste o celebrazioni), la maggior parte dei partecipanti (53%) indica che nella sua scuola o in scuole di sua conoscenza, l’integrazione o la celebrazione di elementi appartenenti ad altre culture avviene raramente o mai. Il 19% sostiene invece che elementi di altre culture vengono integrati spesso o sempre nella sua scuola.

3. In che misura gli insegnanti a scuola usano le seguenti lingue nella pratica quotidiana dell'insegnamento?

Graph 3

Per niente

Poco

Abbastanza

Molto 

Moltissimo

Dalle risposte dei partecipanti emerge chiaramente che non viene adottata grande varietà linguistica nella pratica didattica quotidiana. La maggior parte delle risposte infatti evidenzia un’assenza o un uso limitato delle lingue sopracitate. Le lingue straniere insegnate a scuola, come l’inglese e il tedesco, vengono usate più spesso, “molto o moltissimo” nelle 23% delle scuole. Seguono la lingua (o le lingue) che gli insegnanti e gli studenti parlano, 20% e 17% rispettivamente. Le lingue parlate in altre parti dei paesi dei partecipanti sono quelle usate più di rado, nell’80% dei casi vengono usate “per niente” o “poco”.

4. “La nostra cultura nazionale viene appresa, celebrata e trasmessa attraverso l'istruzione e quindi deve essere centrale nella pianificazione del curriculum". In che misura sei d'accordo con questa affermazione?

Graph 4

Ai partecipanti è stato chiesto quanto fossero d’accordo o in disaccordo sul fatto che l’istruzione abbia un ruolo centrale nel promuovere, celebrare e trasmettere la cultura nazionale. La metà dei partecipanti si è detta molto o assolutamente d’accordo, mentre il 38% si è detto abbastanza d’accordo. Un altro 12% invece si è detto poco o per niente d’accordo.

5. Come si potrebbe riconoscere meglio l'identità culturale degli alunni a scuola? Scegli fino a tre opzioni.

Graph 5

Secondo i partecipanti al sondaggio, i tre modi migliori per riconoscere le identità culturali degli studenti a scuola sono: sviluppare collaborazioni internazionali con altre scuole, insegnanti e studenti, ad esempio attraverso eTwinning o Erasmus+ (65%), potenziare le pratiche didattiche che includono contenuti multiculturali (45%) e promuovere lo sviluppo professionale degli insegnanti (43%).

Tra le altre strategie di supporto troviamo: l’uso di materiali didattici multilinguistici e multiculturali (28%), l’integrazione di altre lingue nel processo di apprendimento/insegnamento (26%) e l’adozione di ambienti di apprendimento multilinguistici e multiculturali (22%).

Impiegare insegnanti provenienti da contesti culturali diversi ha ottenuto meno risposte (18%), così come prevedere dei sistemi di tutoraggio tra studenti (14%) e coinvolgere i genitori degli studenti nel processo di apprendimento/insegnamento (14%). Incoraggiare gli studenti a parlare la lingua parlata in casa durante le pause ha ottenuto il tasso di risposta più basso (9%).

6. Secondo te, quali dei seguenti sono i benefici più importanti dell'inserimento di aspetti culturali nelle lezioni? Scegli fino a tre opzioni.

Graph 6

Il sondaggio indica che i tre benefici più importanti derivati dall’integrazione di aspetti culturali nel processo di apprendimento sono: promuovere la tolleranza negli ambienti scolastici (42%), formare i valori democratici degli studenti e prepararli ad essere cittadini (41%) e valorizzare e emancipare le identità culturali degli studenti (38%).

Al contrario, i benefici meno prevalenti nelle risposte dei partecipanti sono: aumentare la motivazione degli studenti nei confronti dell’apprendimento (18%) e arricchire gli obiettivi pedagogici e del curricolo (9%).

7. Nella tua scuola o in una scuola che conosci, quale percentuale di alunni proviene da famiglie in cui si parla una lingua diversa da quella nazionale?

Graph 7

Circa il 44% dei partecipanti rileva che fino a un 5% dei suoi studenti, a casa utilizza una lingua diversa da quella nazionale, mentre il 6% riporta che più della metà dei suoi studenti vive in un contesto linguistico familiare diverso da quello nazionale.

Conclusioni

La maggior parte dei partecipanti crede che il proprio curricolo nazionale sia in certa misura diversificato dal punto di vista culturale. Tuttavia, l’integrazione di elementi appartenenti ad altre culture all’interno delle pratiche didattiche avviene raramente o in maniera saltuaria. Questo sembra essere in linea con le risposte dei partecipanti, che sostengono non ci sia grande varietà linguistica nella pratica didattica quotidiana, nonostante gli studenti appartengano a contesti linguistici diversi.

Circa la metà dei partecipanti sostiene che integrare aspetti culturali nell’apprendimento può valorizzare l’identità culturale degli studenti, promuovere la tolleranza, formare i valori democratici degli studenti e prepararli ad essere dei cittadini. Ma come fare per coltivare l’identità culturale degli studenti? Le risposte indicano che sviluppare collaborazioni internazionali con altre scuole, insegnanti e studenti (ad es. attraverso eTwinning o Erasmus+), potenziare le pratiche didattiche che includono contenuti multiculturali e promuovere lo sviluppo professionale degli insegnanti possono essere delle strategie efficaci. Questi risultati sono inoltre in linea con l'offerta del patrimonio culturale e dell'istruzione.

Allegato: Ruolo dei partecipanti al sondaggio

Graph 8