Quando contenuto e apprendimento si uniscono, succedono cose magnifiche

Se insegni lingue, probabilmente conosci già l’acronimo CLIL, che sta per Content and Language Integrated Learning.

David Marsh, il suo creatore, spiega che questo è un approccio con un doppio intento: sviluppare le competenze linguistiche e trasmettere contenuti. CLIL, tuttavia, viene spesso usato come termine-ombrello per indicare un’ampia serie di strategie didattiche che considerano lo studente il vero protagonista del percorso didattico.

Secondo il più recente report Eurydice, il CLIL si sta espandendo in tutta Europa. Un precedente report della Commissione europea ha messo in evidenza i vantaggi del CLIL per gli studenti. Avendo condotto ricerche sul CLIL per diversi anni, so che può avere notevoli effetti positivi anche sugli insegnanti. Per esempio, la sua introduzione nel programma scolastico italiano ha portato a un enorme miglioramento nelle pratiche didattiche e ha aperto un mondo di materiali e risorse nuovi per gli insegnanti italiani di materie diverse dalle lingue straniere.

Strategie CLIL e apprendimento profondo

Un approccio CLIL non è incentrato unicamente sulle competenze linguistiche e sull’insegnamento della materia, ma può anche stimolare lo sviluppo di competenze trasversali: collaborazione, creatività, cittadinanza, pensiero critico e così via. Si tratta di competenze essenziali per gli studenti e i cittadini del 21° secolo.

Le lezioni CLIL possono adottare diverse strategie, e lo fanno, come dimostrano le mie osservazioni degli insegnanti in azione: l’apprendimento basato su progetti, l’apprendimento basato su compiti, le attività in coppia e a gruppi, l’apprendimento e la valutazione tra pari, i dibattiti, e poi laboratorio, simulazione e attività immersive. 

Attraverso questi procedimenti interattivi di costruzione della conoscenza, il CLIL è un candidato naturale nella promozione dell’apprendimento profondo. Il “Visible learning meta-study” di John Hattie indica che l’apprendimento profondo può essere ottenuto tramite diverse strategie ad alto impatto e basate sui dati concreti, come l’istruzione diretta, la ripetizione dilazionata, l’apprendimento per la padronanza, la mappatura dei concetti e gli esempi svolti. L’uso di questi tipi di strategie didattiche è già stato segnalato dalla ricerca, ma è confermato e dimostrato dall’ampio numero di insegnanti CLIL con i quali sono stata in contatto negli ultimi anni.

CLIL potenziato dalla tecnologia

I vostri studenti hanno uno smartphone? Usano Facebook, Instagram, WhatsApp o altri social network? Sono certa di sì, dal momento che gli studenti del 21° secolo – spesso chiamati “screenagers” (un neologismo composto dalla parola “screen”, schermo, e il suffisso –agers, come in “teenagers”, adolescenti) – sono continuamente esposti a uno schermo, dal quale possono accedere alle informazioni e comunicare con gli altri.

Come in altre aree dell’istruzione, le tecnologie didattiche stanno guadagnando terreno anche nel CLIL: integrare strumenti web, app, multimedia, social media, social network e altre funzioni digitali può incrementare la motivazione degli studenti, ma anche contribuire a migliori risultati di apprendimento nelle lingue e nei contenuti. I video in particolare, possono essere un mezzo molto utile per il CLIL, per esempio in un ambiente CLIL capovolto. Agli studenti piace realizzare i propri video e condividerli sui loro canali social, il che può essere un ulteriore valore aggiunto alla lezione, creando attività pratiche, significative e coinvolgenti. I video realizzati dagli insegnanti possono essere anche molto efficaci nello stimolare gli insegnanti a riflettere sulle proprie strategie didattiche e a rettificare eventuali punti deboli identificati nella lezione

Per le lezioni CLIL sono disponibili molti strumenti online: archivi (es. Khan Academy, TED Talks, Tes); database di lezioni CLIL (es. CLILstore, TigTag CLIL); strumenti web orientati alle mappe mentali (es. Instagrok, Snappy Words); strumenti per la pianificazione (es. Learning Designer), e strumenti per la valutazione (es. Rubistar). 

Essere un insegnante CLIL

La formazione professionale per gli insegnanti è cruciale sia per le competenze linguistiche che per la metodologia. Il Quadro europeo per la formazione degli insegnanti CLIL delinea una serie di principi e idee per la progettazione del curricolo per lo sviluppo professionale degli insegnanti. Alcuni paesi hanno fissato degli standard per il profilo degli insegnanti CLIL. In Italia, per esempio, il CLIL è obbligatorio nella scuola secondaria superiore dal 2010 e gli insegnanti CLIL devono avere un livello di competenza C1 nel Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) e devono aver seguito un corso universitario da 20 crediti sulla metodologia CLIL.

Dal mio punto di vista, promuovere sinergie e cooperazione tra insegnanti di lingue, delle diverse materie e della lingua madre – e per la verità anche tra gli altri esperti coinvolti nelle attività linguistiche – può essere la miglior risorsa per il CLIL. Un “team CLIL” composto di professionisti che si occupano di un programma CLIL può trarre vantaggio dai diversi background, esperienze e competenze.

Gli insegnanti CLIL possono anche trovare compagnia online. Ci sono infatti diverse comunità e attività per gli insegnanti CLIL. Per esempio, Techno-CLIL è una community composta da migliaia di insegnanti, moderata da me e da Daniela Cuccurullo. Il gruppo Facebook Techno-CLIL conta oggi oltre 6500 iscritti ed è sempre attivo grazie a quanti condividono idee, materiali, buone pratiche ed eventi. È così che la conoscenza cresce, grazie all’intreccio di esperienze didattiche formali, informali, non formali e social.


L’autrice: Letizia Cinganotto ha un dottorato in linguistica ed è ricercatrice presso INDIRE. Ex insegnante di inglese, è formatrice e autrice di contenuti digitali. Le sue principali aree di ricerca attengono a e-learning, apprendimento blended, CLIL, TELL, CALL, EFL, MALL e formazione degli insegnanti.