Gli insegnanti come agenti di cambiamento nelle scuole responsive

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L’istruzione può essere considerata uno dei processi chiavi nella società, dal momento che ha un impatto sulla vita personale dei cittadini e sulla coerenza sociale delle nazioni, oltre che nella performance economica europea nel suo complesso. A causa di questo ruolo cruciale, le aspettative sull’istruzione sono alta: migliorare i risultati di apprendimento, affrontare le tematiche di migrazione e segregazione, ridurre l’abbandono scolastico precoce, creare continuità nel percorso di apprendimento, ecc.

Alla fine dei conti, la risposta a tutte queste aspettative sociali e politiche ricade sulle spalle degli insegnanti, i quali devono integrare tutti questi obiettivi nella loro didattica quotidiana.

Molti insegnanti sentono questa sfida nel loro lavoro quotidiano: vogliono essere agenti di cambiamento per i loro studenti, aiutandoli a trovare un posto nella vita e preparandoli a un futuro in continuo cambiamento. Questa ambizione – influenzare la vita degli studenti – richiede una riflessione continua e critica sulle strategie che usano e sull’efficacia dei loro interventi nei confronti degli studenti. Questi insegnanti sono concentrati sul costante miglioramento delle loro strategie didattiche e, in quanto tali, sono agenti di cambiamento per loro stessi e per i loro colleghi. Cercano di sviluppare continuamente la loro pratica, usando l’esperienza e facendo rete per trovare soluzioni pratiche.

Questi docenti, tuttavia, devono affrontare un paradosso complesso:

In molti paesi, i governi considerano loro responsabilità tradurre le aspirazioni sociali e politiche in piani d’azione nazionali, il che porta a piani di innovazione predeterminati, rigide linee-guida per il curricolo e dettagliati controlli di qualità eseguiti attraverso ispezioni, che lasciano poca libertà di progettazione curriculare ai docenti. Al contempo, molti politici sanno che le loro elevate aspettative rispetto agli insegnanti richiedono un corpo docente altamente preparato e professionale, il che a sua volta porta alla necessità di incrementare il livello di qualificazione di tutti gli insegnanti a un grado specialistico. 

I professionisti altamente qualificati non si adattano bene in burocrazie concentrate su formati imposti e controllo. Rigide linee guida per il curricolo non funzionano per questi insegnanti, che vogliono fiducia, fiducia nelle cose che fanno e che sviluppano. Tuttavia, la fiducia si basa su due qualità essenziali: competenze e intenzione. Gli insegnanti che vogliono la fiducia del loro governo devono essere aperti e trasparenti in due modi essenziali: 1) nel loro impegno a sviluppare le proprie competenze professionali e didattiche, e 2) nel loro impegno verso il benessere degli studenti e verso la preparazione di questi giovani per il loro ruolo nella società.

Pertanto, creare un’istruzione che abbia un impatto sulla vita delle persone, e dia un contributo a società coerenti ed economie floride è una sfida tanto per gli insegnanti quanto per i governi.

Gli insegnanti devono sviluppare non solo le loro competenze didattiche e pedagogiche, ma anche quelle relative al cambiamento didattico, tra cui analisi critica, progettazione del curricolo e sua implementazione. 

I governi devono stimolare e supportare gli insegnanti nello sviluppo di queste competenze durante tutta la loro carriera, competenze che nei fatti spesso non sono incluse – o lo sono in modo molto limitato – nel programma di studi dei futuri insegnanti. I governi devono riconoscere inoltre queste competenze e l’impegno degli insegnanti, dando loro la necessaria autonomia e fiducia affinché possano usare la loro esperienza per sviluppare in maniera collaborativa i curricoli che soddisfino le esigenze degli studenti e della società. 

Questa fiducia è giustificata, perché gli insegnanti che agiscono come agenti di cambiamento sono un’importante elemento per scuole adattive e responsive. Queste scuole non avranno bisogno di guide dettagliate sulle innovazioni curriculari, ma sono in grado di identificare da sole le sfide da affrontare e di rispondere nel miglior modo possibile. 

Marco Snoek è professore di sviluppo didattico e innovazione scolastica al Centro di ricerca applicata all’istruzione dell’Università di scienze applicate di Amsterdam. Rappresenta anche i Paesi Bassi in quando membro del Gruppo di lavoro ET2020 sulle scuole della Commissione europea.