Affrontare l'alfabetizzazione: la valutazione sommativa e quella formativa possono incontrarsi?

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Le ampie percentuali di studenti privi delle competenze di base allarmano da tempo i sistemi scolastici di tutto il mondo. Studi internazionali sui risultati conseguiti dagli studenti, come il Progress in International Reading Literacy Study (PIRLS) o il Programme for International Student Assessment (PISA), mettono in luce quanto sia grave la situazione della scarsa alfabetizzazione, giacché pare interessare oltre il 20 per cento delle popolazioni esaminate. Quindi, cosa possiamo fare affinché tutti gli studenti riescano negli studi?

Primo step: valutazione dell'apprendimento

Per ridurre il fallimento scolastico e promuovere l'inclusione nell'educazione, ritengo che sia cruciale identificare e monitorare precocemente gli studenti "a rischio". Spesso tendiamo a pensare che i test nazionali abbiano un orientamento sommativo, mentre invece possono essere utilizzati in modo formativo per assistere l'apprendimento dei singoli, identificando le necessità e adattando l'insegnamento di conseguenza. Nello specifico, l'alfabetizzazione standardizzata e i test sulla numeracy possono fornire informazioni utili sui progressi degli studenti. Un esempio è il Programme for Functional Literacy (PfL), un programma nazionale per l'alfabetizzazione funzionale, sviluppato e implementato a Cipro, che identifica gli studenti "a rischio" in due fasi (terza elementare e prima media), affinché vengano supportati efficacemente nel sistema educativo prima che concludano il percorso di studi obbligatorio all'età di 15 anni.

Ci sono di certo studiosi che contestano questi test standardizzati, perché li considerano espressione di approcci riduzionisti, che spesso limitano il concetto di alfabetizzazione a una serie di competenze. Secondo questi studiosi, infatti, un singolo test non può misurare la qualità complessiva dell'apprendimento di uno studente. Il PfL di Cipro esplicita maggiormente la necessità di supporto degli studenti "a rischio" e solleva la necessità di protocolli e programmi adeguatamente progettati, in grado di potenziare ulteriormente l'apprendimento di questi studenti.

Ovviamente, la misura in cui la scuola agisce fattivamente nell'incrementare l'alfabetizzazione è un'altra storia. Il modo in cui i risultati dei testi nazionali vengono adattati nelle reali pratiche di alfabetizzazione nei contesti scolastici dipende moltissimo dagli insegnanti e di certo l'autorità sul contenuto e la pedagogia appartiene a loro. Secondo me, infatti, sebbene siano considerati "professionalmente debilitanti" nelle rispettive letterature, i test standardizzati non tolgono valore alle competenze pedagogiche degli insegnanti. Il modo in cui gli insegnanti considerano i test nazionali sull'alfabetizzazione standardizzati è critico, così come lo sono le loro riflessioni professionali sulla pertinenza e l'impatto dei test sull'insegnamento e l'apprendimento in aula.

E adesso? La valutazione per l'apprendimento

La "valutazione formativa dell'apprendimento" lascia certamente spazio anche per la "valutazione per l'apprendimento". Dal momento che è assolutamente impossibile somministrare i testi nazionali oltre determinate fasi critiche (es. più di una volta all'anno), emerge la necessità di pratiche di valutazione continua che siano legate all'apprendimento quotidiano, come la riflessione su sé stessi degli studenti, l'apprendimento tra pari e la valutazione degli insegnanti. Oggi queste pratiche appaiono più semplici grazie alla disponibilità di nuove tecnologie e strumenti online (es. Mahara), che consentono agli studenti di partecipare a un apprendimento ponderato e agli insegnanti di stabilire a che punto si trovano gli studenti in termini di progresso, dando anche opportunità per un feedback continuo. Tali strumenti possono aiutare gli insegnanti a lavorare con gli studenti in modo più efficace, a identificare divari di apprendimento o giudizi erronei.

La mia recente partecipazione al progetto ATS2020, che integra la valutazione formativa e sommativa attraverso strumenti di consolidamento nel contesto delle competenze trasversali, dimostra che "la valutazione per l'apprendimento" non è semplice. Le riviste e i portfolio online spesso richiedono tempo e sforzo per essere integrati nelle pratiche della classe. Inoltre, emerge la necessità che gli studenti sviluppino una propria comprensione della valutazione nell'ambito del loro percorso di apprendimento, e che gli insegnanti siano disponibili a impegnarsi in forme alternative di valutazione. A dispetto degli ostacoli, i partecipanti hanno trovato tali procedure entusiasmanti e motivanti e, come ha indicato uno degli insegnanti, "le autovalutazioni li [gli studenti, ndr] hanno aiutati a migliorare nel ciclo di apprendimento successivo".

Imparare a cosa dare valore, dare valore a ciò che impariamo

Per concludere, con il 20 per cento di studenti indicati come "a rischio" di scarsa alfabetizzazione, stabilire "la valutazione dell'apprendimento" con un orientamento formativo, insieme a una "valutazione per l'apprendimento" costituisce un continuum in grado di aiutare tutti gli studenti a sviluppare le necessarie competenze di alfabetizzazione per il 21° secolo.

In entrambi gli approcci è importante costruire una capacità di leadership affinché gli insegnanti possano esaminare i dati, discuterli in modo critico e sviluppare piani di azione basati su di essi. Come Ian Hardy ha scritto in un articolo del 2013, "ciò che viene contato, ciò che viene omesso, chi partecipa, le categorie e le procedure sviluppate e utilizzate… tutto è importante quando si vuole capire la natura e gli effetti dell'utilizzo di numeri e statistiche per capire il mondo." Questo vale anche per la valutazione dei dati al di là dei numeri!

Yiasemina Karagiorgi, direttrice del Centre for Educational Research and Evaluation (CERE) del Ministero cipriota dell'istruzione e della cultura dal 2011, ha lavorato anche come dirigente scolastico, formatrice di insegnanti e insegnante. In quanto direttrice del CERE, sta supervisionando l'implementazione dei programmi nazionali di ricerca e valutazione, e di sondaggi internazionali come TALIS, PISA, TIMSS e PIRLS, a Cipro.