L’esercizio fisico e lo sport al di fuori della scuola contribuiscono a uno stile di vita attivo

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Il diritto al movimento è un diritto umano, ma non deve limitarsi al movimento vecchio stile! “Quando si tratta di sviluppare l’alfabetizzazione corporea, l’unico limite è la nostra immaginazione” ... e la nostra esperienza, la nostra determinazione e la nostra energia in quanto professionisti.

Uno degli elementi basilari dell’alfabetizzazione corporea è il movimento: imparare a muoversi è importante quanto conoscere l’alfabeto o saper contare. I movimenti essenziali dell’alfabetizzazione corporea sono le competenze motorie di base, eseguite in diversi ambienti fisici e sociali (Gallahue, 1982).

L’alfabetizzazione corporea apre un mondo di opportunità in termini di attività fisica, sport e vita quotidiana.

Come facciamo a creare l’ambiente giusto per apprendere i fondamentali del movimento, gli elementi determinanti la condizione motoria e le competenze sportive?

La scuola è uno degli ambienti più favorevoli per praticare attività fisiche e sportive, e questo per diverse ragioni. Stiamo assistendo alla nascita di nuovi modelli di spazio condiviso che, si spera, sosterranno la formazione e il successo dei nostri alunni, e di attività fisiche e sportive organizzate durante la pausa pranzo, dopo la scuola e a volte persino tra una lezione e l’altra.

L’ambiente scolastico offre un luogo sicuro dove praticare attività fisiche e sportive; adotta in maniera permanente uno stile di vita attivo e rispetta le regole di sicurezza fissate non solo dalla scuola, ma anche dall’ambiente sportivo e ricreativo, integrando il comportamento di insegnanti, allenatori e altri stakeholder. Rispetto al comportamento dei protagonisti e al rispetto per gli stakeholder, il progetto Pro Safe Sport – finanziato dall’Unione europea e dall’EPAS (Enlarged Partial Agreement on Sport) del Consiglio europeo – offre uno strumento di autovalutazione che può essere utilizzato da tutte le istituzioni che propongono attività fisiche e sportive ai giovani: http://pjp-eu.coe.int/en/web/pss/home

Gli insegnanti di educazione fisica, gli allenatori e i formatori, oltre che in alcuni casi i genitori, sono coinvolti nell’offerta di attività fisiche e sportive da condurre fuori dall’orario scolastico. Queste attività sono in competizione tra loro? Sembra di no. Per le scuole, l’obiettivo non è quello di essere incorporate in una politica locale sullo sport, ma di inventare nuove forme di collaborazione in un contesto formale compatibile con la loro missione e il loro programma di studi. Alcuni programmi europei (Erasmus+ Sport) sostengono tali iniziative, offrendo forme di collaborazione tra società sportive e scuole (Comunità scolastiche attive).

Perché dare importanza all’attività fisica regolare? “Tutti” conoscono le raccomandazioni dell’OMS: quando bambini e adolescenti fanno 60 minuti di attività fisica al giorno, i vantaggi per la salute aumentano. L’attività fisica è parte essenziale della salute, rafforza il sistema muscolo-scheletrico e riduce i rischi di malattie croniche. Aiuta anche a sviluppare l’autostima e la fiducia in sé stessi, e a ridurre lo stress e l’ansia. Se a queste qualità si aggiungono gli effetti benefici che l’attività fisica può avere sui risultati accademici e sui fattori che possono influenzare il successo degli alunni – competenze e atteggiamenti cognitivi (concentrazione, memoria, capacità di esprimersi verbalmente), comportamento accademico (partecipazione, tempo impiegato a svolgere un compito, attività intraprese fuori dalla scuola, comportamento nella società), successo accademico (voti, valutazioni, test) – diventa chiaro quanta responsabilità abbiano i protagonisti! È però anche chiaro di cosa vengono privati i bambini e gli adolescenti che non hanno accesso ad attività sportive di qualità.

I vari studi condotti confermano sempre almeno la stabilità dei risultati accademici quando le ore di insegnamento in aula vengono ridotte per incrementare il numero di ore di educazione fisica, e molto spesso mostrano miglioramenti.

A dispetto di queste ovvie verità, molti giovani non rispettano queste raccomandazioni sull’attività fisica. Perché? L’alfabetizzazione corporea potrebbe essere un concetto stimolante fin dai primi anni di vita. Queste attività potrebbero essere organizzate in club o offerte senza altri impegni se non iscriversi a una o più attività.

Il clima pedagogico (piacere, apprendimento, sforzo condiviso) e l’efficacia dell’intervento (esperienza degli insegnanti di educazione fisica, collaborazione con gli allenatori, integrazione con genitori e altri insegnanti competenti) permettono di offrire attività appropriate, affinché gli alunni, dai più piccoli ai più grandi, possano migliorare, quali che siano il loro livello e le loro esigenze. Creare questo ambiente incoraggia le attività fisiche e sportive. A volte, la coesione del gruppo incoraggia i partecipanti – bambini e adolescenti – a trascorrere più tempo insieme e quindi a non saltare gli allenamenti, a partecipare alle gare e alle partite, ecc.

Rose-Marie Repond è consulente scientifico allo Swiss Federal Institute of Sport dal 2014. Prima è stata docente nello stesso istituto, oltre che allo Sport Sciences Institute dell’Università di Losanna. Partecipa e ha partecipato a diversi progetti europei su educazione fisica, salute e sport.

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