Connettiti e vinci: una guida alle reti e all'approccio basato sull'intera scuola

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Hai intrecciato contatti continuativi con altre scuole o insegnanti per condividere approcci pedagogici? Hai partecipato a un progetto eTwinning che è diventato una collaborazione di lungo termine? Negli ultimi tempi, le reti hanno acquisito un posto preponderante: tanto per cominciare, i sistemi educativi sono diventati più complessi e richiedono interazioni impegnative tra i diversi attori; in secondo luogo, gli insegnanti desiderano uscire dall'isolamento professionale. Ma quando e come si deve strutturare una rete? Questo tutorial è rivolto a dirigenti scolastici, politici e insegnanti che aspirano a una maggiore connettività.

Le reti nell'istruzione scolastica: come identificarle?

Quando abbiamo somministrato un sondaggio agli utenti di School Education Gateway su questo argomento, l'87% degli intervistati ha affermato di far parte di almeno una rete, il che ha senso, se si considerano le molte diverse forme che le reti possono assumere: secondo il Gruppo di lavoro sulle scuole ET2020, le reti possono essere orizzontali o verticali, permanenti o temporanee, formali o informali, gestite dal centro o decentralizzate.

Inoltre, possono essere incubatori di politiche o di pratiche, come Empowering Learners Through Improving Reading Literacy and Access to Knowledge in Slovenia; strumenti per la governance educativa, come le reti dei presidenti dei Consigli regionali in Croazia, o forum complementari, come KlasCement in Belgio.

Resta in fatto che, pur nella differenza, c'è un filo conduttore che unisce le reti in Europa, e possiamo dedurre alcuni aspetti operativi che tutte devono tenere a mente.

Le reti in Europa: puoi parteciparvi?

Dopo aver analizzato una serie di case studies in Europe, il Gruppo di lavoro ha estratto otto principi guida che portano a una rete di successo. In origine, questi principi erano stati pensati per i politici, ma sono altrettanto rilevanti per dirigenti scolastici, insegnanti e altri stakeholder.

  1. Definizione degli obiettivi e obiettivi condivisi: accertati che la rete abbia una visione chiara e obiettivi condivisi, e che questi siano oggetto di revisione e controllo costante.
  2. Autonomia, responsabilità e flessibilità: condividi la responsabilità con gli altri attori e ascolta il loro feedback. Modera la partecipazione del governo ("troppa intrusione induce le persone a sentirsi demotivate, troppa poca porta alla deriva, o peggio," afferma Fullan).
  3. Motivazione e vantaggi: trova il giusto equilibrio tra i diversi interessi in gioco, risolvi i conflitti e gestisci il tuo tempo e le tue risorse.
  4. Ruoli dei diversi attori: fai in modo che i diversi attori capiscano chiaramente il loro ruolo e abbiano spazio a sufficienza per metterlo in atto. Sostieni e distribuisci in modo adeguato la leadership.
  5. Capacity-building degli attori: consenti la collaborazione orizzontale e verticale (con mediatori tra i diversi livelli). Coinvolgi le scuole in maniera mirata. Nel frattempo, evita di caricare troppo gli attori.
  6. Lavoro inter-settoriale: stabilisci legami tra i settori e gli stakeholder, se necessario a livelli multipli. Usali per facilitare la ricerca.
  7. Sviluppo della rete: assicurati che la rete sia al contempo flessibile e ben supportata in termini di risorse. Valuta attentamente l'arco tempo, che può variare di molto da una rete all'altra o tra le diverse fasi di una stessa rete. Dai il giusto riconoscimento agli attori.
  8. Garanzia di qualità e dati a supporto: le reti migliori sono capaci di autocritica; prepara meccanismi di monitoraggio e valutazione, e osserva come i dati risultanti vengano utilizzati sia a livello locale che nazionale.

Lavorare su scala regionale si è dimostrato un efficace punto di passaggio verso la gestione del sistema nazionale e la comunicazione con esso. Alcune nazioni l'hanno utilizzata per mediare tra priorità nazionali e locali.

Alcune reti operano volutamente per connettersi in tutta Europa. Ne sono alcuni esempi EUROCLIO per insegnanti di storia, Scientix per insegnanti e politici in ambito STEM, e ACEnet per professionisti dell'educazione artistica e culturale.

Tuttavia, affinché una rete possa funzionare correttamente, sono anche desiderabili alcune competenze a livello individuale. Il collante che tiene insieme una rete è la connettività, quindi empatia e riflessione su di sé sono molto importanti, così come lo sono un'apertura all'insegnamento tra pari e un feedback critico.

Reti su piccola scala: riesci a coinvolgere l'intera scuola?

La connettività non necessita solo di supporto su ampia scala, a livello regionale o nazionale. Una versione locale delle reti può essere l'approccio che coinvolge l'intera scuola, dove, secondo la policy del Gruppo di lavoro scuole ET2020, "l'intera comunità scolastica (dirigenti, personale docente e non docente, studenti, genitori e famiglie) partecipano a un'azione coesiva, collettiva e collaborativa, con una forte cooperazione con gli stakeholder esterni e la comunità nel suo complesso".

Esistono moltissimi metodi pratici per familiarizzare con questo concetto. I principianti possono usare lo strumento di autovalutazione Scale of Reference for Participatory Citizenship Schools, che valuta quanto sia partecipativa una scuola, sulla base del coinvolgimento dei suoi attori per quanto riguarda apprendimento, governo, appartenenza a una comunità più ampia e inclusione:

Ti potrebbe interessare anche il Kit europeo di strumenti per le scuole, che "raccoglie dati, documenti e buone pratiche di approcci collaborativi nelle scuole e attorno ad esse", con un occhio al migliorare l'inclusività e alla prevenzione dell'abbandono scolastico precoce. Il kit comprende anche un questionario che puoi compilare per avere un report personalizzato, con documenti e case studies su misura per i tuoi interessi.

Inoltre, la pubblicazione del 2015 Guida pratica per i dirigenti scolastici offre molti suggerimenti utili, su quali abbiamo basato due esempi pratici:

Espanditi e connettiti! Tutto ha inizio con te.

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