Una classe, due o più lingue... e tre Label europei delle lingue!

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La “Comunicazione nella madrelingua” è una delle Competenze chiave indicate dal Parlamento europeo, ma anche la “comunicazione nelle lingue straniere” la è. Questo rispecchia la realtà nelle classi moderne, dove, di media, circa 1 studente su 10 impara in una lingua diversa dalla propria madrelingua. Scopri questi progetti cui è stato conferito il Label europeo delle lingue quest’anno e come gli studenti non si limitano a sopravvivere in questo ambiente, ma fioriscono!

Gli studenti di Malta sono “Happy Together”

Quando è stata fondata nel 1956, la Scuola primaria di St. Paul’s Bay del Maria Regina College serviva ancora un piccolo insediamento di pescatori e i borghi circostanti. Oggi, invece, deve occuparsi delle esigenze educative dei bambini di Bugibba, Qawra e St. Paul’s Bay, che negli ultimi anni ha visto un ingente aumento demografico.

Al momento, la scuola conta 1100 studenti, con 170 membri dello staff. Inoltre, Malta attira sempre più stranieri, con il risultato che quasi i tre quarti della scuola primaria di Paul’s Bay non sono nativi maltesi. La scuola, infatti, ospita studenti di 55 nazionalità diverse, soprattutto europee e nordafricane.

Date le circostanze, la conoscenza che gli studenti hanno del maltese varia di molto e la scuola deve rispondere alle esigenze di tutti: aiutare quelli che non conoscono affatto la lingua, supportare quelli che ne hanno una conoscenza di base e incrementare il livello di quelli che lo parlano bene. Questo succede sotto gli auspici della Strategia nazionale maltese per l’alfabetizzazione, che fonde programmi di alfabetizzazione e iniziative nazionali come Reading Buddies.

St. Paul's Bay Primary School library donation

La Scuola primaria di St. Paul’s Bay si è candidata, con successo, al Label europeo delle lingue di quest’anno, con il progetto “Happy Together”. In verità, comunque, il progetto non ha un termine, perché consiste nello sforzo continuo della scuola di tradurre in pratica la propria etica e abbracciare la diversità della popolazione.

“Bilingue? Natuurlijk!”: il Belgio si espande

Sulla carta, Bruxelles è una città bilingue, ma solo il 20% della sua popolazione parla sia francese che fiammingo, e questa cifra è in costante declino. Per questo motivo, c’è una grave mancanza di insegnanti competenti in entrambe le lingue e, per porre rimedio a questa situazione, il Collegio Francisco Ferrer e l’Erasmushogeschool di Bruxelles stanno offrendo una laurea bilingue per futuri insegnanti della scuola primaria.

Come funziona? Gli studenti francofoni del Francisco Ferrer potenziano la loro conoscenza del fiammingo partecipando a corsi di comunicazione, attività, scambi e tirocini alla Erasmushogeschool; dal canto loro, gli studenti della Erasmushogeschool potenziano la loro conoscenza del francese facendo lo stesso al Francisco Ferrer. In questo modo, i nuovi insegnanti aumentano le loro prospettive di lavoro, fanno esperienza diretta delle scuole immersive ed espandono i loro orizzonti culturali e linguistici. Quest’ultimo risultato è particolarmente desiderabile per Bruxelles, le cui comunità linguistiche coesistono ma si teme non siano del tutto integrate.

Queste ragioni e molte altre, quest’anno all’iniziativa è stato conferito il Label europeo delle lingue in Vallonia.

I paesi europei gettano un ponte tra le diversità multiculturali

Per essere integrati, gli studenti immigrati devono come prima cosa essere inclusi. Il progetto Bridging the multicultural diversities in education ha affrontato l’inclusione da diverse angolazioni, come:

  • includere l’educazione interculturale nel programma della scuola dell’infanzia e della primaria
  • progettare spazi per il gioco e classi che supportino la diversità e l’apprendimento individualizzato
  • migliorare la vita quotidiana di bambini e genitori attraverso processi inclusivi
  • espandere le competenze degli insegnanti

Il progetto ha abbozzato una serie di guide per l’insegnamento su multiculturalismo, genitori e competenze importanti, unitamente a quattro manuali che elencano idee e attività per le classi multiculturali.

Per esempio, i partecipanti svedesi hanno usato un interprete per introdurre adeguatamente gli studenti migranti in classe e dare informazioni sui loro paesi di origine. I partecipanti islandesi hanno introdotto il concetto di libri di comunicazione, che contengono foto delle attività svolte a scuola durante il giorno e una didascalia in islandese, che i genitori possono poi integrare con un testo nella loro madrelingua.

Il progetto è un Partenariato Strategico Erasmus+ attivo tra il 2016 e il 2018. Ha visto la partecipazione di istituzioni educative di cinque paesi (tre scuole primarie in Croazia, Svezia e Slovenia, e due scuole primarie in Islanda e Grecia), e quest’anno ha ricevuto il Label europeo delle lingue in Croazia.

Per scoprire i progetti (in corso e passati) finanziati dall’UE nell’ambito dell’istruzione scolastica, visita la Piattaforma dei risultati dei progetti Erasmus+.