Non c’è apprendimento senza comprensione: pratiche plurilingui in classe

Foto: Leonardo Toshiro Okubo / Unsplash.com

Oggi, la maggior parte dei bambini cresce in un contesto in cui viene parlata più di una lingua, il che porta l’UNESCO ad affermare che “in assenza di un’istruzione multilingue basata sulla lingua madre, è impossibile raggiungere gli altri 16 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile.” In che modo, quindi, l’educazione può riflettere meglio la natura multilingue della società? Questi quattro progetti fanno uno sforzo per migliorare la situazione.

AVIOR: materiali multilingui per bambini con un background da migranti

Avior Project

Avior è una delle stelle più lucenti del cielo notturno, ma non è visibile dall’emisfero settentrionale. Prendendone il nome, il progetto AVIOR ha voluto alludere alle numerose competenze che i bambini migranti portano in classe, ma che spesso restano nascoste agli insegnanti.

AVIOR è andato primariamente a vantaggio dei bambini tra i 4 e gli 8 anni che a casa parlano una lingua diversa rispetto a quella della scuola, e ne ha affinato alfabetizzazione e numeracy. Il progetto ha sviluppato risorse bilingui in sette diverse combinazioni linguistiche, traducendo risorse monolingue di alta qualità; ha organizzato visite di studio in cui insegnanti, formatori di insegnanti e genitori potessero scambiarsi le migliori pratiche; ha creato reti locali di genitori, comunità e scuole attraverso i suoi studi di casi. Tutti i principali risultati del progetto sono raccolti nel manuale AVIOR.

AVIOR è stato un Partenariato Strategico Erasmus+ condotto fra il 2016 e il 2019. Ha visto la partecipazione di centri di ricerca e di formazione, ONG e reti di sei paesi: Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Italia e Paesi Bassi.

EOL: ambienti di apprendimento in cui fioriscono le lingue moderne

Come possiamo mettere le lingue straniere al centro della didattica e dell’apprendimento? Secondo il programma EOL, un ambiente di apprendimento language-friendly dipende molto dalla correlazione fra cultura, struttura e persone. Un approccio olistico può coinvolgere gli attori scolastici (insegnanti di lingue, insegnanti di materie specifiche, formatori di insegnanti e dirigenti scolastici) al di là dei confini nazionali e renderli consapevoli dell’importanza delle lingue per una società democratica.

Il sito web di EOL offre molte delle risorse necessarie a realizzare ambienti di apprendimento language-friendly. Tra queste:

EOL è un programma del Consiglio europeo condotto fra il 2016 e il 2019.

Reti scolastiche language-friendly

Language-friendly project

Il progetto Language-Friendly School non ha un modello per un piano linguistico ideale. Le scuole sono incoraggiate a sviluppare il proprio piano linguistico in maniera individuale, flessibile e (se necessario) incrementale. Tuttavia, il progetto suggerisce una road map che possa supportare il plurilinguismo attraverso varie attività e idee.

Come minimo, le scuole che aspirano al marchio “language-friendly” dovrebbero impegnarsi a rispettare la colonna sinistra della road map: non punire i bambini perché parlano la loro lingua madre. Le scuole che desiderano andare oltre possono seguire anche la colonna di destra, così come il processo in quattro fasi di valutare la situazione, formulare un piano linguistico, attuare i loro obiettivi e monitorare il risultato. Tutte le scuole interessate possono entrare nella rete di Language-Friendly School compilando questo modulo. Successivamente hanno accesso a una piattaforma online dove possono scambiarsi pratiche di insegnamento multilingue, e sono invitate alle conferenze del progetto.

La Language Friendly School è un’iniziativa del 2019 della Rutu Foundation for Intercultural Multilingual (Paesi Bassi).

DivEd: consapevolezza linguistica e responsività culturale

DivED Project

“Le azioni degli insegnanti hanno un ruolo essenziale nel supportare o nel minare il potenziale degli studenti di partecipare appieno alla società nel suo complesso, con tutte le sue dimensioni di potere e privilegio”: questo è uno dei grandi temi del progetto DivEd, che si rivolge agli insegnanti, abilitati o in formazione che siano. Attraverso il suo duplice approccio, DivEd cerca di sostenere le pedagogie culturalmente e linguisticamente sensibili in Finlandia.

Svariate sono le risorse già disponibili (in finlandese), tra cui pratiche language-friendly e culture-friendly per insegnanti, materiali per l’educazione alla prima infanzia, carte illustrate e suggerimenti per l’apprendimento a distanza.

DivEd è un partenariato tuttora in corso fra università finlandesi e svedesi, che è stato avviato in risposta ai cambiamenti del programma nazionale finlandese adottato nel 2014.

Per scoprire i progetti (in corso e passati) finanziati dall’UE nell’ambito dell’istruzione scolastica, visita la Piattaforma dei risultati dei progetti Erasmus+.