Loquor ergo sum: nuove idee per l’insegnamento delle lingue

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Quali lingue dovresti insegnare e come? Oggi, oltre un decimo degli studenti delle scuole europee parla, a casa, una lingua diversa da quella utilizzata per l’istruzione in aula. La globalizzazione può forse favorire lingue più diffuse come inglese, spagnolo e cinese, ma è anche vero che le nuove tecnologie stanno spianando la strada verso l’apprendimento e la comprensione di molte lingue diverse, senza che debbano essere apprese in un contesto formale. L’istruzione scolastica deve adeguarsi a queste tendenze e far sì che l’insegnamento delle lingue sia pertinente per i giovani. Qui trovi alcune idee su come insegnare le lingue nel 21° secolo.

iTILT 2: Interactive Teaching in Languages with Technology

iTILT logo

Il progetto iTILT (Insegnamento delle lingue interattivo con la tecnologia) originale esplorava gli usi della lavagna bianca interattiva (IWB) nell’insegnamento delle lingue. Il suo successore, iTILT 2, non si è allontanato da questo tema, ma ne ha espanso la portata fino a includere più tecnologie nuove ed emergenti.

Il sito web del progetto è disponibile in cinque lingue (inglese, olandese, francese, tedesco e turco) ed è una vera e propria miniera di risorse per lo sviluppo professionale. Per i principianti, contiene 117 video di reali pratiche in aula, con esempi di didattica delle lingue basata su compiti concreti – che si vanno ad aggiungere ai 250 video del progetto iTILT originale. I video sono organizzati in tre sezioni: Interactive Whiteboards (lavagna interattiva), Mobile Devices (dispositivi mobili) e Video Communication (comunicazione video). Qui puoi vedere gli studenti realizzare storie in una lingua straniera scansionando codici QR, creare carte d’identità per i loro compagni di videoconferenza, comporre canzoni con l’app GarageBand per memorizzare vocaboli, e molto altro.

Per massimizzare l’effetto, i video possono essere accoppiati con le tre mini-guide del progetto su: risorse digitali, strumenti digitali, and reti digitali. Il progetto ha anche prodotto il Manuale per la formazione iTILT 2, che esplora le applicazioni pedagogiche delle tecnologie interattive e una libreria di risorse navigabile.

iTILT 2 è stato un partenariato strategico di Erasmus+ tra sei paesi: Galles (coordinatore del progetto), Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Turchia. Si è tenuto fra il 2014 e il 2017, e ha visto la partecipazione di insegnanti di ogni ordine di scuola. È stato designato come esempio di buone pratiche.

Dispute, Discuss, Develop

Dispute, Discuss, Develop logo

Le conversazioni quotidiane sono piene di espressioni colloquiali, quindi gli studenti potrebbero avere qualche difficoltà con i compiti linguistici assegnati a scuola, come la comprensione di un testo scritto, gli esami orali e la stesura di testi scritti. Questo è stato l’assunto di base del progetto Dispute, Discuss, Develop (argomenta, discuti, sviluppa) e di ciò che ha guidato i suoi due anni di attività: usare il dibattito come strumento educativo nella scuola secondaria.

Students debating

I benefici sono evidenti. Il dibattito, infatti, stimola e motiva gli studenti, ne affina le competenze verbali e la facilità di parlare in pubblico. Inoltre, richiede ricerca, il che migliora la competenza di lettura e, se avviene online, prevede un’elaborazione scritta efficace e concisa. Gli studenti hanno potuto mettere alla prova e dimostrare la loro nuove competenza in occasione di quattro concorsi di una settimana tenutisi nei paesi partner e in quattro dibattiti online (si veda, per esempio, il dibattito sull’opportunità o meno che gli studenti debbano essere “amici” dei loro insegnanti sui social media).

Alla fine, i partecipanti hanno raccolto abbastanza materiali per produrre un video tutorial sul formato del dibattito così come proposto da Karl Popper, con clip tratte dai loro dibattiti per illustrare le diverse fasi:

Il principale prodotto intellettuale del progetto è l’opuscolo How We Started Debating: Lesson Plans, Transcripts and Other Tools (Come abbiamo iniziato a dibattere: programmi per le lezioni, trascrizioni e altri strumenti), che contiene tutti gli strumenti pedagogici di cui un insegnante ha bisogno per insegnare il dibattito. Tutte le altre risorse si trovano nella biblioteca virtuale del progetto.

Dispute, Discuss Develop è stato un partenariato strategico di Erasmus+ fra quattro paesi: Ungheria (coordinatore del progetto), Grecia, Lettonia e Spagna. Si è tenuto fra il 2015 e il 2017 ed è stato designato come esempio di buone pratiche.

SupEFL: Supplemental Self-Help in English as a Foreign Language for Learners with Specific Learning Difficulties

SupEFL logo

Una buona padronanza dell’inglese è essenziale per avere pari opportunità nell’istruzione o sul lavoro. Partendo da questo presupposto, SupEFL (Auto-aiuto integrativo in inglese come lingua straniera per studenti con specifiche difficoltà di apprendimento) si è prefissato l’obiettivo di aiutare gli studenti con Specifiche difficoltà di apprendimento (SDA) – da non confondersi con i Bisogni educativi speciali (BES) – per acquisire la lingua franca.

Il progetto ha sviluppato una serie di moduli di auto-aiuto per l’apprendimento, che coprono le aree di: lettura e ascolto, scrittura in inglese semplice, comunicazione e motivazione interculturale, strategie per un miglior apprendimento, comunicazione interpersonale, parlare in pubblico, memoria, e vocabolario. Per stabilire qual è il modulo più adatto alle loro esigenze, gli studenti possono usare lo strumento di autovalutazione SupEFL Self-Assessment.

SupEFL idioms module

Il progetto ha pubblicato tre ulteriori guideper formatori, per studenti e per tutti – e ha condotto un’estesa ricerca sul tema, che è anche disponibile online.

SupEFL è stato un partenariato strategico Erasmus+ tra sei paesi – Germania (coordinatore del progetto), Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Lituania e Portogallo – tenutosi dal 2014 al 2017.

Per scoprire i progetti (in corso e passati) finanziati dall’UE nell’ambito dell’istruzione scolastica, visita la Piattaforma dei risultati dei progetti Erasmus+.