Vincere la sfida dell’inclusione nell’istruzione dei bambini nomadi

Foto: Ian Dooley / Unsplash.com

L’educazione dei nomadi riguarda i bambini in età scolare che fanno parte di comunità di nomadi, come i rom o le comunità circensi, e che spesso non hanno un accesso regolare o costante all'istruzione. Garantire l’inclusione dei nomadi nell’istruzione ridurrà i pregiudizi e la discriminazione, oltre a migliorare la loro partecipazione e i risultati di apprendimento. Quelli che seguono sono alcuni esempi di programmi educativi di successo per i nomadi.

La testa fra le nuvole: apprendimento digitale per migliorare i risultati scolastici

Head in the Clouds è un progetto finanziato dalla Commissione europea e finalizzato a prevenire l'abbandono scolastico precoce, nonché a migliorare lo sviluppo di una serie di competenze e l'istruzione digitale, principalmente con le comunità Rom. Mira a rompere il circolo vizioso dello svantaggio educativo e dell'esclusione che porta a un'insufficiente integrazione nel mercato del lavoro e nella società in generale.

Il progetto è in corso di implementazione in Kosovo, Slovacchia e Romania, e fornisce risorse educative di libero accesso per i giovani dai 6 ai 16 anni. I materiali offrono idee per attività nell'ambito della competenza digitale, compresa la programmazione del computer, l'inglese, la consapevolezza ambientale, la creazione di video e altre abilità della vita quotidiana. Le risorse possono essere usate nelle scuole così come in contesti di apprendimento non formale (inclusi i programmi dentro e dopo la scuola, i centri di apprendimento, a casa). Le risorse sono disponibili in inglese, slovacco, ungherese e serbo.

Guarda questo breve documentario creato dal team del progetto per saperne di più sul progetto e sul lavoro pratico svolto dai bambini:

Un buon inizio per tutti: sviluppo di metodi di educazione inclusiva per i bambini in età prescolare provenienti da ambienti socialmente svantaggiati o culturalmente diversi

La missione del progetto Erasmus+ Good Start for All è sostenere insegnanti, assistenti sociali e genitori fornendo loro le migliori cure per i bambini. Secondo il report Eurydice Key Data on Early Childhood Education and Care (ECEC) in Europe 2019, nell’UE il 22,5% dei bambini sotto i 6 anni è a rischio di povertà o esclusione, un numero che è destinato a salire con l’attuale influsso di rifugiati in Europa. Il progetto si è concentrato sulle possibilità di cooperazione tra contesti educativi informali, con le scuole materne che mirano a supportare l’inclusione di bambini da ambienti socialmente svantaggiati o culturalmente diversi.

Le principali attività del progetto hanno incluso:

  • un report sulle politiche nazionali per un’educazione e cura della prima infanzia inclusive nei paesi partner;
  • una descrizione delle strategie, dei metodi e delle pratiche inclusive;
  • un programma di formazione per lo staff delle organizzazioni;
  • una conferenza online per esperti, ricercatori e altri attori che lavorano nel campo dell'educazione della prima infanzia.

Questa guida sulle buone pratiche rappresenta il risultato finale del progetto.

Partenariato locale per l’inclusione dei Rom (LERI)

Local Engagement for Roma Inclusion

LERI è un progetto di ricerca qualitativa sviluppato in risposta alla  Comunicazione della Commissione europea sul Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom. Riunisce le autorità locali e i residenti, in particolare delle comunità rom, per indagare su come possono essere meglio coinvolti nelle azioni di integrazione dei rom, e identificare quali aspetti di queste azioni funzionano, quali no, e perché. Obiettivo del progetto è facilitate la partecipazione di tutti gli stakeholder locali in uno sforzo congiunto per consentire l’inclusione dei Rom.

Il progetto è stato implementato in 11 paesi, ognuno dei quali segue piani d'azione diversi a seconda delle esigenze del gruppo target. A Helsinki, Finlandia, per esempio, il progetto mira ad aumentare il dialogo e rafforzare la cooperazione tra le autorità locali, i fornitori di servizi e la comunità rom. A Lille (Francia), invece, la maggior parte dei rom vive ancora nei campi, quindi la strategia regionale prevedeva la creazione di 200 case nelle aree di inclusione attraverso un progetto abitativo dedicato, che fornisce anche supporto all'integrazione in aree come la formazione in lingua francese, l'accesso al mercato del lavoro e l'istruzione. Il seguente video mostra l'azione intrapresa per l'inclusione dei rom a Medway, Regno Unito: