Tre interventi per ridurre il bullismo nelle scuole

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Chi fatica a stare a galla, non può nuotare. Quando le persone sono costantemente preda dell’insicurezza, non hanno le energie necessarie a perseguire obiettivi più alti e non riescono a essere vitali o creative. Questa osservazione dello psicologo Abraham Maslow spiega uno dei principali effetti del bullismo: il fatto che gli studenti presi di mira dai bulli spesso smettono di imparare. L’impatto del bullismo, però, non si limita alle vittime dirette, perché anche i fiancheggiatori, per esempio, si sentono in colpa e sviluppano una visione errata delle dinamiche di potere. Per fortuna, i progetti illustrati qui propongono una serie di metodi a supporto degli insegnanti nella gestione di questo difficile tema.

Intervento 1: Norme di gruppo

Di solito, il bullismo è un fenomeno di gruppo, quindi per intercettare il problema precocemente l’iniziativa KiVa ha deciso di concentrarsi sulle norme di gruppo.

Attraverso un programma speciale che prevede lezioni e giochi online, KiVa insegna ai bambini a non incoraggiare il bullismo e a sostenere i compagni più vulnerabili. Queste attività curriculari prendono il nome di azioni universali e sono volte a prevenire il bullismo alla radica. Ovviamente il programma fornisce anche azioni precise da mettere in atto nei casi in cui il bullismo si sia già verificato. Tra queste ci sono discussioni individuali e di gruppo fra il team KiVa presente a scuola e gli studenti coinvolti, oltre che forme di supporto da parte dei compagni dello studente vittima di bullismo.

I programmi anti-bullismo sono tanti, ma KiVa si distingue grazie ai test rigorosi ai quali è stato sottoposto. In Finlandia è stato valutato nel corso di uno studio clinico randomizzato controllato su un totale di 234 scuole che ha mostrato come la ragguardevole percentuale del 98% degli studenti vittime di bullismo ha dichiarato che la loro situazione era migliorata. KiVa ha partner autorizzati in quattordici paesi, ed è stato testato (o è in corso di test) in altri otto.

KiVa è stato sviluppato dall’Università di Turku, in Finlandia, con finanziamenti del Ministero finlandese dell’Educazione e della Cultura.

Intervento 2: Formazione

Quello del bullismo è un tema complesso, quindi non ci si può aspettare che insegnanti e studenti lo comprendano in maniera automatica. Il progetto ENABLE ha cercato un approccio olistico al problema, educando studenti, personale scolastico e genitori/tutori con una serie combinata di apprendimento sociale ed emotivo (SEL) e supporto tra pari.

La sua strategia include anzitutto una serie di 10 moduli SEL, composti da programmi per lezioni, presentazioni di slide e documenti con risorse. Altri importanti componenti sono il Peer Supporter programme (Programma di supporto tra pari), che si divide tra un corso di formazione della durata di una giornata, un mix di sessioni settimanali, idee per campagne di sensibilizzazione e attività scolastiche, e poi webinar sull’implementazione di ENABLE e risorse per genitori e tutori. Puoi esaminare quest’ampia serie di materiali sulla pagina dedicata oppure scaricare il manuale ENABLE, che fornisce una dettagliata panoramica delle risorse per tutte le parti interessate.

I partner del progetto hanno anche prodotto un report sul bullismo, che copre ogni sorta di argomento: definizioni e tipi di bullismo, interpretazioni date dai bambini, confronti per età/paese/genere, programmi chiave di intervento, e molto altro. Questo report è disponibile anche sotto forma di riassunto.

ENABLE è stato un progetto finanziato dall’UE che ha visto la partecipazione di Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia e Regno Unito, e che è durato tre anni (2014-2016). Il sito web ENABLE è disponibile in tutte le lingue nazionali dei partner.

Intervento 3: Comunità

Sebbene il bullismo sia spesso associato alla scuola, questo non è il solo ambiente in cui si verifica. Gli episodi di bullismo possono avvenire in tutti i contesti dell’infanzia e dell’adolescenza, come la famiglia, il vicinato e, ovviamente, Internet. Ecco perché il progetto From Peer to Peer (Da pari a pari) ha affrontato il bullismo dalla prospettiva della comunità e del territorio. Mentre gli studenti svolgevano attività nell’ambito di progetti per affrontare il bullismo, allo stesso obiettivo collaborava una vasta serie di istituzioni: Comuni, scuole, università, consorzi educativi e di ricerca, autorità regionali e organizzazioni che erogano formazione non formale. Le conclusioni di questi partenariati internazionali sono poi state condivise a livello locale con workshop, conferenze, incontri, progetti pilota e altro.

Tra i più importanti risultati del progetto ci sono uno free online MOOC, and a studio di rilevamento sullo stato del bullismo in Europa, riassunto in questa infografica (clicca per allargare):

From Peer to Peer è stato un Partenariato strategico Erasmus+ fra Belgio, Grecia, Ungheria, Italia, Portogallo, Romania e Spagna (coordinatore del progetto). È stato attivo dal 2016 al 2018 ed è stato designato esempio di buone pratiche.


Per approfondire:

https://www.coe.int/en/web/campaign-free-to-speak-safe-to-learn/preventing-bullying-and-violence

http://www.actionantibullying.eu/index.php?option=com_content&view=featured&Itemid=793

Per scoprire i progetti (in corso e passati) finanziati dall’UE nell’ambito dell’istruzione scolastica, visita la Piattaforma dei risultati dei progetti Erasmus+.