Percorsi alternativi per diventare un insegnante, e ragioni per restarlo

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Gli insegnanti e i dirigenti scolastici molto competenti sono essenziali per un sistema scolastico ben funzionante e la carenza di personale può ostacolare l’apprendimento individuale, lo sviluppo scolastico o il progresso dell’intero sistema educativo. I governi e le autorità europee stanno pertanto lavorano di concerto per identificare politiche e pratiche per incrementare l’interesse verso carriere nell’insegnamento e ruoli da dirigente scolastico.

Tra le altre cose, è possibile ottenere questo risultato adottando le seguenti strategie:

  • capire cosa occorre per supportare gli insegnanti neoassunti nei primi anni, i più difficili, per evitare che abbandonino la professione;
  • motivare gli insegnanti in servizio aprendo prospettive di carriera diverse e interessati (all’interno e all’esterno della classe);
  • cogliere il potenziale di valutazione e feedback, collaborazione e leadership per supportare ogni insegnante nella crescita – sia personale che professionale – per un miglior apprendimento degli studenti.

Qui di seguito si delineano tre possibili percorsi per giungere a questi obiettivi.

Una nuova strada per i nuovi talenti dell’insegnamento

Il percorso per diventare insegnante è ben consolidato e strutturato: diploma di scuola superiore, studi universitari e tirocinio. C’è però una sola norma che dobbiamo dare per scontata. Il progetto NEWTT testa percorsi alternativi verso la certificazione degli insegnanti nei paesi in cui è richiesta. I partner del progetto si sono chiesti qual è la differenza tra “chi cambia carriera” e gli insegnanti classici.

NEWTT: A New Way for New Talents in Teaching (NEWTT: nuovi percorsi per nuovi talenti dell’insegnamento) da Teach For All su Vimeo.

I primi risultati sono emersi nel gennaio del 2018: in Austria, i nuovi arrivati nella professione mostrano – oltre alle competenze pedagogiche e didattiche – una notevole dose di entusiasmo ed empatia. Inoltre, i due tipi di insegnanti si compensano vicendevolmente in termini di esperienza: secondo l’esperta di didattica e educazione Gudrun Feucht, i nuovi arrivati “contribuiscono a rendere le lezioni più pratiche e a portare in aula la prospettiva del mondo del lavoro”. Come spiegano Peter e Cristian nel video sottostante, per loro questa è una situazione vincente da ogni punto di vista.

NEWTT è un progetto di sperimentazione politica pluriennale (Azione Chiave 3), supportato da Erasmus+ e che vede la partecipazione di cinque paesi: Austria, Bulgaria, Lettonia, Romania e Paesi Baschi spagnoli.

L’ambiente adatto a “trattenere” gli insegnanti

Mettere in pratica ciò che si è appreso è molto diverso dal semplice studiare. Molti giovani insegnanti trovano difficile la transizione dall’università alla classe scolastica, il che in molti casi li induce ad abbandonare la professione dopo appena qualche anno. Grossi carichi di lavoro e stress, gestione del comportamento degli alunni, rapporti difficili con i genitori e mancanza di supporto da parte della dirigenza sono i principali problemi identificati dal progetto Retain.

Il progetto, tuttavia, ha fatto qualche proposta per affrontare questi problemi. Tra le possibili soluzioni, la prima è stata il kit di strumenti per dirigenti scolastici e insegnanti, sviluppato e testato con la collaborazione di insegnanti e studenti, e completo di istruzioni per l’uso. Il progetto ha anche pubblicato i materiali del corso in cinque lingue e organizzato una serie di workshop con lo scopo di creare un ambiente di lavoro inclusivo e creativo, che incoraggi gli insegnanti a rimanere.

Il progetto Retain è stato attivo dal 2013 al 2016 in cinque paesi: Belgio, Danimarca, Regno Unito, Spagna e Turchia. Ha ricevuto finanziamenti dalla Commissione europea nell’ambito del Programma per l’apprendimento permanente (LLP) ed è stato insignito dello status di storia di successo ed esempio di buone pratiche.

Supporto online per gli insegnanti neoassunti e per i loro mentori

Nella carriera di un insegnante neoassunto, un fattore chiave è l’insediamento , cioè il supporto che riceve nella prima scuola in cui lavora. È stato dimostrato che la fase di insediamento è determinante per incrementare la soddisfazione sul lavoro e il senso di realizzazione, per motivare gli insegnanti intraprendere percorsi di sviluppo professionale e, alla fine, portarli a diventare a loro volta mentori per altri docenti (TALIS 2013). Questi risultati hanno ispirato il progetto INDUCAS, che si è prefissato lo scopo di cercare strumenti tecnologici che potessero supportare questo processo.

Tra i principali risultati del progetto si annovera:

  • un corso di sviluppo professionale online per mentori (MOOC);
  • una piattaforma online di supporto tra pari, rivolta agli insegnanti neoassunti, dove i docenti possono svolgere attività, condividere esperienze e scoprire modi per affrontare i problemi contingenti;
  • una piattaforma online di supporto tra pari, rivolta ai mentori, che possono utilizzarla per discutere problemi comuni e trovare modi per supportare al meglio gli insegnanti neoassunti.

In questo modo, i due gruppi hanno ottenuto una prospettiva più ampia e al di fuori del loro contesto locale.

Di recente, la Commissione europea ha pubblicato il report completo INDUCAS in inglese e il relativo executive summary in sei lingue, dove è possibile trovare maggiori informazioni sul progetto, sulle conclusioni e sulle raccomandazioni per il futuro.

INDUCAS è un progetto pilota finanziato dall’Unione europea che si è tenuto dal 2017 al 2018. È stato ideato e implementato da European Schoolnet e dai suoi partner in quattro paesi pilota: Francia, Italia, Romania e Svezia.