L’anno europeo del patrimonio culturale inizia adesso!

Image: EAC Media / Europa.eu

L’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 accende i riflettori sulla storia e le tradizioni europee, ricche e diversificate, mostrandone il ruolo nel promuovere un senso di identità comune e costruendo il futuro dell’Europa.

L’Anno è stato inaugurato ufficialmente a Milano in dicembre dal Commissario per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport, Tibor Navracsics, che ha definito il patrimonio culturale “il cuore dello stile di vita europeo”.

L’iniziativa non potrebbe arrivare in un momento migliore: un recente Sondaggio di Eurobarometro (2017) ha dimostrato che il 68% degli europei vorrebbe saperne di più sul patrimonio culturale europeo.

Il patrimonio culturale assume diverse forme:

  • tangibile, per esempio edifici, monumenti, manufatti, abbigliamento, opere d’arte, libri, macchine, città storiche, siti archeologici.
  • intangibile, per esempio pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze, competenze – e gli strumenti, gli oggetti e gli spazi culturali a queste associati – cui le persone danno un valore. Fanno parte di questo gruppo le lingue e le tradizioni orali, le arti espressive, le pratiche sociali e l’artigianato tradizionale.
  • naturale , cioè panorami, flora e fauna.
  • digitale, cioè le risorse che sono state create in forma digitale (per esempio arte o animazione digitale) o che sono state digitalizzate nell’intento di conservarle (per esempio testi, immagini, video, dischi).

Patrimonio culturale e scuole

Collegare i progetti scolastici e le attività svolte in aula all’Anno europeo del patrimonio culturale potrebbe essere un modo interessante per aiutare i giovani a riflettere sulle proprie esperienze e interessi, e a fare confronti con le esperienze e gli interessi di altri, sia a livello locale che a livello internazionale.

Si tratta anche di un’opportunità per riflettere sulla pratica pedagogica. Gli approcci dei team educativi che lavorano in musei e gallerie d’arte, con il teatro, la danza e la musica, e persino quelli dei club calcistici di alto profilo sono evoluti nel corso degli anni. Oggi, la maggior parte delle persone comprende che ai giovani deve essere garantita l’opportunità di esplorare, giocare e interagire con il sito culturale e i suoi oggetti. I giovani vengono coinvolti grazie a storie accattivanti, ma troveranno anche la propria strada per andare alla scoperta di cose nuove, a patto che la loro curiosità venga stimolata.

Foto: Harley J Seeley Photography

Iniziamo l’Anno con un mese dedicato a musei e scuole.

A titolo di introduzione, qui trovi un’interessante presentazione di 30 minuti di Annemies Broekgaarden, direttrice pubbliche relazioni e istruzione al Rijksmuseum Amsterdam. Broekgaarden descrive come hanno sviluppato un approccio di grande successo, come hanno ideato metodi per integrare le nuove tecnologie. Puoi anche leggere il suo precedente articolo, L’eredità culturale può contribuire alla consapevolezza ed espressione culturale? (disponibile in 6 lingue).